Nomina presidente del Collegio dei Revisori dei conti: la maggioranza diserta il Consiglio

palazzo S. CroceE’ durato poco più di un’ora il Consiglio comunale di venerdì, saltato per mancanza del numero legale dell’intera maggioranza. Alle 18, ossia alla prima chiamata, oltre al presidente del Consiglio Scippa erano presenti i quattro consiglieri dei Moderati e Popolari e Lomoro della Lista di centro.

Questi i 6 punti all’ordine del giorno: 1) Delibera di C.C. n. 56 del 14/10/2012. Determinazioni; 2) Approvazione verbali delle sedute precedenti; 3) Elezione del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti; 4) Elezione dei componenti delle commissioni consiliari permanenti; 5) Interrogazioni ed interpellanze; 6) Elezione del vice Presidente del Consiglio Comunale (2^ convocazione). Alle 19 circa si è concluso il tutto. Della maggioranza abbiamo incontrato il solo capogruppo del Partito Democratico Fabrizio Cramarossa che era a Palazzo Santa Croce per motivi personali. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma ha lasciato intendere il motivo di tale assenza della maggioranza: il sindaco non era pronto sull’elezione del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti e sulle commissioni. Si torna in aula il 21 marzo sempre alle 18. A margine del Consiglio “mancato” abbiamo raccolto i commenti del capogruppo dei Moderati e Popolari, Cavallo nonché dei consiglieri MeP Maurelli e Libero.

CAVALLO – Per il Consiglio di oggi (16 marzo per chi legge, ndr) si era già tenuta una conferenza dei capigruppo per decidere l’ordine del giorno. In più anche ieri sera (il 15 marzo, ndr) si era tenuta un’altra conferenza di capigruppo per altri argomenti. Gli esponenti della maggioranza presenti con i capigruppo non ha detto nulla sul far venir meno il numero legale in Consiglio. Oggi non sono venuti e non hanno dato neanche le motivazioni per cui non sono venuti. Al Consiglio della Csipa che andò deserto almeno diedero motivazioni dicendo che non c’era Petraroli. Oggi neanche questo. Su un punto possono essere in disaccordo ma, sugli altri, potevano farlo il Consiglio. Noi dei MeP e Lomoro della Lista di Centro, per far risparmiare soldi all’Ente, non facciamo le commissioni. Facciamo i tavoli di lavoro o discutiamo ogni provvedimento in Consiglio comunale. Facciamo più Consigli comunali, qual è il problema? Avevano stanziato – da giugno 2011 a dicembre 2011 -15mila euro in posta di bilancio per i gettoni di presenza dei consiglieri e ne sono stati spesi 7500 perché non ci sono state le commissioni. Abbiamo fatto risparmiare all’Ente oltre 7500 euro. Non volevo partecipare in solitudine alla conferenza dei capigruppo tenutasi nei giorni scorsi, per questo erano presenti anche tutti i consiglieri Mep per discutere del centro di raccolta con l’assessore Di Ciaula. I problemi nelle commissioni non vengono risolti. Le commissioni non servono a niente. Della maggiorana c’erano solo i capigruppo ieri (15 marzo, ndr). Faccio un esempio: se avessi fatto una domanda a Di Ciaula facendomi portavoce di Vito Libero, l’assessore avrebbe dovuto rispondere a lui e non a me. Ecco perché ho detto a Libero di partecipare alla conferenza dei capigruppo così l’assessore si sarebbe relazionato direttamente con lui. In ogni caso Scippa avrebbe fatto meglio a non venire oggi (16 marzo, ndr) in Consiglio. Tra l’altro non ha dato alcuna motivazione ufficiale di tale assenza. Scippa avrebbe potuto non presentarsi come ha fatto la maggioranza: uno di noi avrebbe potuto fare il presidente e l’appello lo avrebbe fatto Vito Libero come consigliere anziano. Il che, quindi, è ancora più grave. Questa è un’offesa all’intelligenza dei consiglieri e della Città.

 

MAURELLI – Il motivo ufficioso dell’assenza della maggioranza era che oggi (16 marzo, ndr) c’era la nomina del presidente dei Revisori dei conti e non si erano messi d’accordo. E’ una maggioranza sul filo di lana. Il sindaco vuole tutto blindato altrimenti in Consiglio non viene. Noi rappresentiamo la città. D’ora in poi, per ogni singola determina, chiederemo un Consiglio comunale. Annuncio che una delle prossime assise aperta a tutti sarà sulla Global Service.

 

LIBERO – E’ una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini. Questa storia ha già dei precedenti e, qualora qualcuno di noi dovesse scendere per le vie della città e qualche cittadino ci chiedesse perché non si è tenuto il Consiglio, noi non saremmo in grado di dare spiegazioni in merito. Potremmo avere la nostra interpretazione. Ma, in maniera ufficiale, non sappiamo i motivi. L’aggravante è che non ci hanno avvisato ieri (15 marzo, ndr) ma solo oggi (16 marzo, ndr) alle 12:30 che il Consiglio non si sarebbe tenuto”.

Vertenza Om: nuova speranza per i 285 lavoratori

il verbale dell'incontro Ministero Sviluppo Economico

il verbale dell’incontro Ministero Sviluppo Economico

Vertenza Om: a 5 ore dall’inizio dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra azienda, sindacati e enti locali, il tavolo era “saltato”. Ma qualcosa, in quei 60 minuti successivi, ha ridato speranza ai 285 lavoratori dello stabilimento modugnese. All’esito della riunione, terminata alle 20.30, si è deciso di prorogare al 30 marzo la verifica conclusiva della fattibilità del progetto Hybrid. In caso negativo si dovrà cercare un’alternativa industriale con la Om che si impegna a mantenere le incentivazioni per nuovi investitori. Si prosegue, quindi, fino al 31 maggio con la cassa integrazione ordinaria. Poi si cercheranno di individuare nuove forme di ammortizzatori sociali che non escludono l’attivazione della procedura di mobilità. La delegazione del Comune di Modugno era formata dal sindaco, Mimmo Gatti, e dai consiglieri Lucia Blasi (Sel) e Vito Libero (MeP).

‘Storia Cultura e Lavoro nella Terra di Bari’: doppio appuntamento culturale

Doppio appuntamento, il 16 e 23 marzo, con ‘L’Unità racconta. Storia, cultura e lavoro nella Terra di Bari’. A conclusione dei festeggiamenti dei 150 anni dall’Unità d’Italia lo studio Glo.Co.S. di Nicola Conte, gruppo apuliaturistica.it., con il patrocinio del Comune di Modugno, Assessorato alla Cultura, ha organizzato una serie di eventi in collaborazione con le associazioni culturali modugnesi, sezioni locali della Fidapa, Acli e Pro Loco di Modugno, con il supporto scientifico dell’Archivio di Stato di Bari.

Obiettivo della manifestazione: portare un piccolo contributo alla conoscenza e divulgazione di fatti ed aspetti storici, sociali, politici, culturali e tradizionali che hanno caratterizzato la Terra di Bari dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri. Un fecondo connubio tra fonti documentarie ed iconografiche, letteratura storica, sociale e popolare, alleggeriti dall’allegria di musica e canti tradizionali pugliesi. Il palazzo storico dell’ex Regia Corte, conosciuto popolarmente come l’ex Direzione (Piazzetta la Corte), costituendo eco-museo nel cuore del centro storico modugnese, sarà la cornice ideale per i due incontri letterari ed una mostra storica collaterale.

Primo appuntamento venerdì 16 marzo, alle 18.30, con la presentazione del libro di Francesco Vino, ‘Una storia offuscata’. Il doppio Stato nell’Italia della prima Repubblica (Albatros, 2011), un saggio che fa luce sulla storia socio-politica dell’Italia dalla sua nascita come “Repubblica” fino ai giorni nostri. Sara Giannetto, presidente della Fidapa di Modugno, modererà gli interventi del sindaco Mimmo Gatti, dell’autore Francesco Vino, introdotto da Alberto Altamura, docente di storia e filosofia del Liceo Classico Sylos di Terlizzi e supportato dalla lettura di brani dello studio, a cura di Rosa D’Onofrio, tesoriera della Fidapa, Distretto Sud-Est. Concluderà la serata l’archivista storica Anna Gernone per il gruppo Argonavis, che  introdurrà la mostra storica ‘L’Unità racconta’. Memorie documentarie ed iconografiche della Terra di Bari, riproposta a distanza di un anno, e curata dalla Pro Loco di Modugno e l’Archivio di Stato di Bari, soffermandosi sull’apporto considerevole che gli archivi storici possono offrire ad una ricostruzione veritiera della storia del territorio.

Il secondo appuntamento, moderato da Anna Gernone, è in programma per venerdì 23 marzo, sempre alle 18.30 con i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Modugno Elena di Ronzo e l’introduzione della presidente della Fidapa modugnese Sara Giannetto. Interventi centrali saranno legati al tema dell’occupazione con il contributo di Vito Martinelli, presidente dell’Acli Modugno, che parlerà de ‘Il Lavoro negli anni del Secondo Dopoguerra e il ruolo delle Acli in più di 60 anni di storia’. Parteciperà anche Michele Fanelli, noto cultore e divulgatore del vernacolo e della cultura popolare locale, che presenterà il suo ultimo lavoro editoriale ‘Tradizioni baresane. Storie, mestire e candine, credenze, usanze e checcine’. (Progedit, 2011). La serata sarà conclusa con musica popolare e canti tradizionali del Barese, direttamente dalla trasmissione televisiva U’ Sottane.

 

Usura e riciclaggio, prime 11 condanne per i modugnesi "vicini" al clan Parisi

Prime condanne per i modugnesi (insospettabili e non) “vicini”, secondo la Procura di Bari, al clan di Savinuccio Parisi, boss indiscusso del quartiere Japigia. Si è concluso con 11 condanne il processo con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Bari, Marco Guida. Gli imputati sono ritenuti dal pm Antimafia Elisabetta Pugliese, che ha coordinato le indagini, parte di un’associazione per delinquere finalizzata a usura, estorsione, riciclaggio ed esercizio abusivo del credito. Le condanne più alte (a 8 anni e 2 mesi di carcere più 4mila di multa e a 8 anni e 10 mesi più 8mila euro di multa) sono state inflitte rispettivamente a Vito Parisi, detto “Bocciul” (cugino del boss Savinuccio e ritenuto il capo dell’organizzazione criminale) e Antonio Fiorentino, soprannominato “Ciu Ciu”. Una condanna a 6 anni e 2 mesi di reclusione più 14mila euro di multa è stata inflitta a Emanuele Fiorentino, figlio di Antonio. Condanne a 5 anni e 12mila euro di multa per Radames Parisi, figlio di Vito, e Damiano Ferrante, soprannominato “Mefisto”. Condanne inferiori sono state inflitte agli altri 8 imputati. Nel dettaglio: 4 anni e 6mila euro di multa per Nicola Colonna, 2 anni e 8 mesi più 6mila euro per il padre Domenico, 5 anni e 4.400 euro per Cataldo Palermo (detto “il benzinaio”), 4 anni e 3mila euro di multa per Alessandro Anaclerio (“il nano”), 3 anni e 4 mesi più 2.600 euro per Claudio Carnevale, 2 anni e 8 mesi più 4mila euro di multa per Deborah Cannale.  Cinque gli imputati assolti: Francesco Falco, Giuseppe Lafirenze, Donato Devito, Tommaso Parisi e Vincenzo Girone. Ventisette, in totale, gli imputati per quei reati, nove dei quali sono a processo con rito ordinario. Tra questi il pluripregiudicato modugnese Francesco De Vito (detto “u russ”), Daniele Bottalico (noto come “mago ciccio”) e Cosimo Capasso, di recente diventato collaboratore di giustizia. Capasso, nel procedimento celebrato con rito abbreviato, si è costituito parte civile, ottenendo un risarcimento danni pari a 50mila euro. Altri 25mila euro come provvisionale all’Associazione Provinciale Antiracket Antimafia e alla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici Onlus.

L’indagine, che il 27 ottobre 2010 portò all’arresto di 24 persone, tra cui molti modugnesi insospettabili, avrebbe smascherato una sorta di holding capace di trarre profitti, grazie all’usura, per svariati milioni di euro. La vera novità dell’organizzazione era la formula, definita dagli investigatori “presenta un amico”, con la quale gli usurati diventavano usurai. Imprenditori vittime del clan ai quali veniva proposto di presentare nuovi clienti bisognosi di denaro e in cambio ricevevano sconti sui tassi usurai. Altro sistema per fare business era reclutare i giocatori d’azzardo. Venivano adescati in un circolo ricreativo di Modugno con promesse di grandi vincite nei casinò dei paesi dell’est. A loro venivano offerti pacchetti di viaggio gratis con il solo impegno di acquistare nei casinò fiches per 5mila euro.

Processo Eco Energia, anche i Verdi chiedono di costituirsi parte civile

Processo Eco Energia: altro rinvio per la costituzione delle parti civili. Dopo il rinvio del 17 novembre scorso (a causa dello sciopero degli avvocati) prosegue l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Bari, Susanna De Felice per la costituzione delle parti civili. Quattro gli imputati per i quali il pm della Procura di Bari, Francesco Bretone, ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione dell’inceneritore di Modugno, centrale elettrica alimentata a Cdr della società Eco Energia srl (Gruppo Marcegaglia). I quattro imputati: il progettista Carmine Carella, di Bari; il direttore dei lavori Nicola Trentadue, di Modugno; il legale rappresentante di Ecoenergia, Antonio Albanese, di Massafra e l’ex dirigente del Settore ecologia della Regione Puglia, Luca Limongelli. Secondo l’accusa Carella, Trentadue ed Albanese avrebbero, in concorso tra loro, cominciato i lavori dell’inceneritore senza le autorizzazioni previste (parere vincolante dell’Autorità di Bacino perché l’area è sottoposta a vincolo idrogeologico, oltre al nulla osta dell’Enac per la distanza dall’aeroporto). Avrebbero inoltre, sempre secondo l’accusa, violato il vincolo paesaggistico e archeologico. Limongelli invece, è accusato di falso ideologico e abuso d’ufficio: avrebbe rilasciato parere favorevole di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell’impianto, definendo “erroneamente” le ceneri prodotte dalla centrale come rifiuto non pericoloso.

Dal Comitato cittadino Pro Ambiente apprendiamo che all’udienza erano presenti gli avvocati degli imputati e delle parti civili che ne avevano fatto richiesta già il 13 ottobre scorso, ossia i Comuni di Modugno e Bari e il Comitato Pro Ambiente. A questi si è aggiunto il gruppo dei Verdi Modugno. I legali degli imputati hanno chiesto la non ammissione della costituzione di parte civile per il Comune di Bari, per il Comitato Pro Ambiente e per i Verdi Modugno. Si tornerà in aula il prossimo 3 aprile: si deciderà anche in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati.